Nemi

Nemi Comune della prov. di Roma (7,4 km2 con 1950 ab. nel 2008, detti Nemesi, letter. Nemorensi). Sorge sui colli Albani, su uno sprone che scende verso la sponda NE del lago omonimo. L’abitato (feudo dei conti di Tuscolo, poi dei Frangipane e degli Orsini) è in parte raccolto attorno al castello Orsini, disposto in pendio. Caratteristiche sono le colture di fiori e fragole.

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Notizie geografiche

Il più piccolo dei comuni dei Castelli Romani, con circa 2.000 abitanti, intatto nella sua bellezza, fra natura e storia, arti, mestieri e tradizione, cultura e tipicità: NEMI.

Sorto nel cratere del lago omonimo, conserva ancora nel lungolago la cotlivazione di fiori e fragole, il Borgo, i ristoranti tipici di Nemi. Numerosi nei borghi e pittoreschi  vicoli  su  cui  si  affacciano  le  botteghe artigiane, i balconi fioriti, le bellezze architettoniche custodite nel tempo, fino a  giungere al centro della cittadina, dove sarà possibile riprendere nuovamente il Lago, i boschi di lecci e di castagni e proseguire verso i patrimoni storici e archeologici che rappresentano la vera ricchezza di questo piccolo comune, sulla via dei Laghi.

Anche nel 2018, il Comune di Nemi ha ottenuto dal Touring Club Italiano il rinnovo della “Bandiera Arancione”, marchio di qualità turistico-ambientale destinato alle località dell’entroterra, che tra gli scopi ha anche quello di operare per la maggior tutela e conoscenza della qualità e delle risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche e storiche dei territori.

LAGO DI NEMI

Di forma ovale (1,67 km2), profondità massima 33 m), occupa il fondo di due antichi crateri vulcanici fusi insieme per il franamento delle sponde contigue.

Lungo le sponde del lago furono trovate in superficie alcune cuspidi di tipo musteriano, che documentano la frequentazione del sito da parte di elementi di razza neandertaliana. Sulla sponda orientale sono stati messi in luce resti di tombe dell’età del Ferro.

Anticamente la località intorno al lago di N. era sacra a Diana, che vi aveva un santuario veneratissimo, ed era nominata Nemus Dianae (o Nemus Aricinum per la dipendenza dalla città latina di Aricia); Nemorensis era l’epiteto della dea e rex nemorensis era chiamato lo schiavo preposto al suo culto, che entrava in possesso del sacerdozio uccidendo colui che precedentemente lo deteneva. Nel santuario, posto a nord del lago (chiamato anche Speculum Dianae o lacus nemorensis), si riunivano i rappresentanti di 8 città latine.

Già nel Rinascimento era nota l’esistenza in fondo al lago di due navi romane, e fin da allora ci furono numerosi tentativi di recupero o recuperi parziali (i bronzi passati al Museo nazionale romano) finché, tra il 1928 e il 1931, fu possibile abbassare il livello del lago (lo specchio d’acqua, che era a 318 m s.l.m., fu artificialmente depresso a 296 m tramite un antichissimo emissario presso Genzano) e tirare in secco i due scafi, che furono collocati in un museo appositamente costruito sulla riva. Il museo con le navi al suo interno furono distrutti da un incendio appiccato da soldati tedeschi durante la Seconda guerra mondiale

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SAGRA DELLE FRAGOLE (prima domenica di giugno di ogni anno)

È la più importante manifestazione popolare che dal primo decennio del secolo scorso si svolge a Nemi per celebrare questo piccolo, ma gustosissimo frutto che ha fatto conoscere il nostro paese nel mondo (84a edizione nel 2017). Nei bar, nei ristoranti e nei numerosi "luoghi del gusto" potrete trovare altre 1.000 preparazioni, tutte rigorosamente, a base di fragole e fragoline di bosco… Tanti gli eventi e le iniziative che fanno da cornice alla manifestazione!

L’origine di questa antica festa, che viene celebrata la prima domenica di giugno, è certamente da collegare ai riti di ringraziamento per il raccolto. E’ legata al lavoro dei campi, ai suoi prodotti, alla vita contadina, al folklore ed ai sapori agresti. Notizie documentate della sua esistenza datano solo dall’inizio del ‘900, ma esiste una incisione di Bartolomeo Pinelli del 1822 in cui è raffigurato il Trionfo delle Fragole alla Rotonda (il Pantheon) e che testimonia, accanto ad altre fonti, l’esistenza di una festa delle fragole che si svolgeva il 13 giugno, festa di S. Antonio da Padova, a Roma in Campo de’ Fiori e poi si spostava in altre piazze della città. Anche nella festa romana c’erano le “fragolare” e la distribuzione gratuita dei frutti; si narra, addirittura che già i Romani si deliziavano con il piccolo frutto di Nemi.